La SCIA per l'impianto gpl

Certificazione SCIA per l’impianto GPL: cos’è e chi deve presentarla

Come per tutte le attività che utilizzano o immagazzinano carburanti, la natura infiammabile del GPL (gas di petrolio liquefatto) rende necessaria una costante attenzione alle disposizioni tecniche di installazione, alle regole di sicurezza nella manutenzione e non solo: è obbligatorio essere in possesso delle adeguate certificazioni, la non conformità delle quali può comportare sanzioni, anche rilevanti, a seconda delle categorie di rischio.

Le tre categorie di rischio dei depositi GPL

Le certificazioni riguardano in maniera differente le tre categorie di rischio nelle quali è suddivisa l’attività di deposito del GPL. I serbatoi GPL rientrano nelle rispettive categorie a seconda della capacità geometrica complessiva, ovvero:
– categoria A, a basso rischio: fino a 5 metri cubi. È generalmente il caso dei serbatoi ad uso domestico.
– categoria B, a medio rischio: da 5 a 13 metri cubi. Solitamente per serbatoi in condivisione, ovvero che ospitano diverse utenze, o ad uso commerciale/industriale.
– categoria C, a rischio rilevante: oltre a 13 metri cubi. Anche questa categoria si riferisce a serbatoi ad uso commerciale o industriale.

La certificazione SCIA di un impianto GPL e come funziona

La SCIA è la certificazione più importante tra quelle richieste a norma di legge e fa riferimento a quanto stabilito dal Decreto del Ministro dell’Interno del 7/8/2012.
SCIA è l’acronimo di Segnalazione Certificata di Inizio Attività, è obbligatoria quando la capacità del serbatoio è superiore o uguale a 0,3 metri cubi e attesta che l’impianto è conforme ai requisiti previsti in materia di sicurezza e antincendio. Va presentata al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco dell’area di competenza e deve essere rinnovata ogni 5 anni presentando un’Attestazione di Rinnovo Periodico di Conformità Antincendio.

Chi deve presentare la SCIA?

La presentazione della SCIA è a cura dal responsabile dell’attività: se il serbatoio è concesso in comodato d’uso gratuito è la società incaricata dell’installazione che si occupa della pratica. I documenti devono essere comunque redatti da un tecnico abilitato, ovvero un professionista iscritto all’albo degli architetti o degli ingegneri.
In ogni caso, ricorda di conservare la tua copia della SCIA: potrebbe esserti richiesta in occasione di un eventuale controllo da parte delle autorità competenti. I controlli vengono effettuati a campione per verificare la rispondenza dell’impianto alla normativa. Nel caso in cui vengano riscontrate anomalie o mancanze, il Comando può imporre il divieto di continuare l’attività fino a che non siano sanate le lacune.

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